Ho contatti con questa
Donna-Giornalista-SuperNonna-Ironiavagante tramite quel gran pentolone
infernale che è Facebook. Ma dal pentolone possono saltar fuori cose buone. E
una di queste è proprio VALENTINA CREPAX.
Non posso fare a meno
di infilare commenti nei suoi post esilaranti, perché la tentazione di
provocare le sue battute fenomenali, ironiche, taglienti… è troppo forte.
E adesso ho fatto un passo in più: le ho chiesto di rispondere a “tre domande tre” sulla MODA. Tre
domande normali per avere risposte geniali. Del resto, Valentina Crepax
collabora con riviste e portali moda del calibro di “AMICA” e “LEIWEB”. Mica storie!
( blog di Valentina
Crepax su Leiweb:
Ecco qui la mia mini
intervista a VALENTINA CREPAX.
- Cos’è
la moda per Valentina Crepax? Un gioco, un’idea bislacca, un input sociale, un business,
un mondo di arte e follia…. O cos’altro?
La moda è una bella
cosa che dà da lavorare a tante persone, dai tessutai ai fattorini, dalle sarte
agli attaccatacchi, dalle commesse agli stilisti, dalle modelle ai
nutrizionisti. È lo specchio dei tempi. La moda italiana ce la invidiano tutti.
Ma la moda fa anche tante vittime - che per essere di moda - si chiamano fashion
victim. E, nonostante "vittima" sia femminile, a tutti gli effetti ci sono anche
tanti vittimi maschi. La moda è bella come un quadro. Le rarissime volte che mi
capita di comprare qualcosa di firmato lo faccio firmare da Stephan Janson o da
Martino Midali.
- Il look che
preferisci: ti senti più lady chic
oppure work in progress (nel senso
che fai un po’ quel che ti pare)?
Non so cosa voglia
dire lady chic, o meglio so che cosa vuol dire, ma preferisco non saperlo. Ho
portato la minigonna quando era di moda. Una volta ho comprato un tailleur di
Armani e anche un cappotto di Kenzo. Non ho mai avuto una borsa di Gucci e
piuttosto che infilare i mie splendidi piedi in un paio di Tods mi do fuoco
davanti alla vetrina. Vedi tu che cosa sono. Non lo so.
- Mi descrivi un po’
il tuo armadio? (… e qui so che adorerò
ciò che risponderai e come risponderai….)
Il mio armadio è di legno: era di mia nonna. È comodo perché ci
stanno le gonne molto lunghe senza stropicciarsi in fondo. Ne ho tante, ma me
le metto raramente perché inciampo. Nel mio armadio non c’è niente di beige,
marrone o grigio e nemmeno di blu o celeste. Mi vesto di arancione, di rosso,
di viola e di fucsia. Qualche volta di nero. Tra tutti i materiali ho scelto il
lino, estivo e invernale… cioè leggero e pesante. Mi piace anche la viscosa.
Non tollero la lana perché ho sempre caldo e la seta mi dà noia alle dita, non
la posso toccare. Per l’inverno ho una serie di golfini sovrapponibili, a
seconda della temperatura, con cui si possono fare strepitosi giochi di colore.
I più belli costano 10 euro e sono più morbidi di quelli da 5 euro, ma da
vedere sono identici: si incrociano davanti e si legano dietro, si lavano in
lavatrice e non si stirano. Tutto quello che possiedo, tranne i golf, ha le
tasche. Quando trovo un modello di pantaloni, larghissimi, o di camicia che mi
piace lo porto dal mio “stilista” indiano detto anche “cuceconidenti” perché
risparmia sul filo e le cuciture a rovescio non sono mai del colore giusto. Copia come un pazzo. Sì, lo so, sono una snob, ma non porto mai due calze dello
stesso colore, quindi non possiedo collant. Anche con le scarpe cerco di
spaiare le paia, perciò sono piena di “tennis” di Bensimon: costano poco e sono
coloratissime. Non ho niente di veramente elegante. Se la situazione lo
richiede sfodero una vecchissima gonna nera di Ghost lunga oltre i piedi che
finisce come la corolla di un fiore con spicchi opachi e trasparenti, si
indossa con una canottiera di… (mah, sembra finto raso) che ha un inserto di
pizzo nella scollatura comprata a Positano 24 anni fa. Quindi è vintage. Le
scarpe? Ho due paia di scarpe identiche, uno rosa e uno verde che alterno: a volte metto la sinistra verde e
la destra rosa, a volte l’inverso.
Però! Questa non è una mini-intervista! Meglio così.
INNO-AL-LINO, STILISTA
INDIANO, SCARPE SPAIATE: idee cool da copiare.
Grazie Valentina.
Posso dire che “è
stato un onore” senza che tu rida?
Scarpe spaiate, foto gentilmente fornita da VALENTINA CREPAX
Baci, la Gatta J